I 1000 e 2000 metri sono prove di resistenza utilizzate di frequente in tutti i tipi di concorsi che prevedono PROVE FISICHE.

 

In particolare, i 1000m di corsa vengono richiesti nel reclutamento di corpi militari quali:

  • Carabinieri
  • Polizia
  • Scuola Militare
  • Guardia di finanza
  • Marina Militare

 

I 2000m sono invece proposti per ottenere l’accesso all’Esercito come VFP1.

 

La preparazione

La preparazione alle prove di resistenza richiede la massima concentrazione ed una spiccata forza di volontà per riuscire a sopportare la fatica.

Inoltre, è estremamente importante iniziare ad approcciarvisi con largo anticipo, così da garantire al corpo i giusti tempi di adattamento in termini di resistenza e migliorare i processi fisiologici ad essa connessi.

 

Quali sono i principali adattamenti a cui una persona va incontro quando inizia ad allenarsi – specialmente nella corsa?

 

  • La capacità di svolgere i movimenti in maniera più fluida (primo adattamento);
  • il miglioramento della capacità respiratoria sia in termini fisiologici che meccanici, ovvero riuscire a respirare meglio durante l’attività;
  • la riduzione delle pulsazioni cardiache;
  • la manifestazione del fenomeno della capillarizzazione, per cui più sangue trasporterà più ossigeno.

 

Quando si somministra uno stimolo allenante il corpo si affatica: al termine della sessione di allenamento, l’organismo adotta un atteggiamento che viene definito catabolico (distruttivo), accompagnato da una momentanea riduzione delle difese immunitarie.

Dopo qualche ora inizia la fase di recupero: il sistema non tornerà però al suo livello precedente, bensì ripartirà da uno stato allenante più elevato. Questo tipo di meccanismo sta alla base del concetto di adattamento di cui ho parlato precedentemente: esso prende il nome di supercompensazione ed è ciò che garantisce il miglioramento nel lungo termine.

 

In quest’ottica, ogni qual volta venga raggiunto un nuovo livello di performance, bisognerebbe andare ad alzare l’asticella per fornire al corpo un nuovo stimolo su cui lavorare. Questa dovrebbe essere la logica su cui costruire un allenamento efficace ai fini di ottenere un reale miglioramento nella nostra prestazione.

 

Infatti, in assenza di una costante stimolazione via via sempre maggiore, il nostro sistema tenderà a tornare al livello di partenza.

Smettere di allenarsi comporta la perdita di tutti i risultati ottenuti fino a quel momento, questo perché il corpo tenderà sempre ad opporsi al cambiamento e a voler tornare al suo stato iniziale.

Ne consegue che per ottenere degli adattamenti duraturi, sarà necessario lavorare sul medio – lungo periodo.

Sostanzialmente, più il corpo si opporrà al cambiamento, più dovremo fornirgli stimoli per indurlo ad adattarsi: dopo che farò diverse volte le prove ripetute, cioè un metodo di allenamento intervallato, sarò in grado di recuperare dalla fatica in meno tempo; di conseguenza, potrò eseguire altre ripetute (aumento dello stimolo) incrementando contemporaneamente il mio livello di resistenza.

 

E’ importante sottolineare che ognuno di noi è in grado di esprimere una risposta diversa in relazione all’entità dello stimolo fornito: in particolare, maggiore è il livello di allenamento iniziale, maggiori saranno gli stimoli da applicare al corpo affinché esso possa migliorare.

Tuttavia, la molteplicità di fattori che vanno ad interagire nel determinare il modo in cui il corpo reagisce agli stimoli esterni, rende impossibile stabilire con certezza il tempo che un certo soggetto impiegherà per raggiungere un particolare livello di prestazione.

 

Detto ciò, bisogna levarsi dalla testa l’idea che basta farsi una corsetta al parco di 30-40’ al giorno per ritenersi preparato a svolgere una prova del genere. Questo infatti non è un metodo allenante, bensì un modo per rilassarsi, per passare del tempo all’aria aperta praticando un po’ di movimento.

L’allenamento ai test di resistenza è tutta un’altra cosa. Esso deve essere svolto con la massima attenzione, serietà e costanza.

Come fare per prepararsi?

Come avrete ormai capito, ogni tipo di prova necessita di una specifica preparazione che abitui mente e corpo a svolgere quel tipo di attività. A tal proposito, vorrei precisare che la corsa di 2000m e quella di 1000m sono due prove che, per quanto apparentemente simili, necessitano in realtà di due strategie molto diverse per essere affrontate. L’intensità e la durata dello sforzo richiesto sono infatti molto diverse nelle due prove: da un lato risulterà più opportuno massimizzare la resistenza a discapito della velocità – dall’altro si punta maggiormente sulla capacità di sostenere un’intensità più elevata per un lasso di tempo minore. In entrambi i casi, l’allenamento avrà quindi l’obiettivo di abituare l’organismo ad affrontare e sostenere determinati ritmi di lavoro in base alla specifica situazione.

 

Se non sei allenato, correre comporterà un’enorme fatica per il tuo corpo e probabilmente – in un primo momento – faticherai a portare a termine l’allenamento. Per ottenere l’idoneità nella prova dei 1000m, è necessario un tempo minimo pari a 3’50” per i maschi e 4’50” per le donne; per raggiungere il punteggio massimo è invece richiesta un’ulteriore riduzione del tempo minimo di almeno 30”.

Per quanto riguarda i 2000m, il tempo richiesto è invece di 10’30” per i maschi e 11’ per le femmine.

 

Molti candidati che si sono rivolti a me per prepararsi ai concorsi, erano convinti che nel giro di 2-3 settimane avrebbero potuto raggiungere la forma perfetta per affrontare al meglio queste due prove. Purtroppo però – indipendentemente dal livello di partenza del soggetto – difficilmente questo arco di tempo sarà sufficiente per prepararsi adeguatamente.

 

Tendenzialmente, il principale ERRORE che viene commesso da chi si prepara per affrontare queste prove è proprio quello di SOTTOVALUTARLE, improvvisando una preparazione priva di una reale logica sottostante.

La realtà dei fatti ci suggerisce invece che – affinché un allenamento risulti efficace –  è doveroso prestare particolare attenzione a tutta una serie di parametri quali intensità, volume, frequenza, durata e densità con cui  il soggetto andrà ad allenarsi. Tutto ciò, dovrà essere naturalmente contestualizzato in funzione delle caratteristiche specifiche e del passato sportivo del singolo individuo.

Ciò che è fondamentale, è il MODO con cui ci si allena, che richiede TEMPO ed estrema DEDIZIONE!

 

Non aspettare l’ultima settimana pensando di poter fare ciò che gli altri non sono riusciti a fare, non credere di poter scavalcare tutti solo perché lo desideri di più.

 

Per essere realmente pronto ad affrontare le prove fisiche ti servirà del tempo. Non ci sono scorciatoie, solo la fatica è ciò che ti consentirà di realizzare il tuo sogno. Non esiste la FORTUNA, nessuno ha mai raggiunto un importante traguardo senza un minimo di sacrificio: il RISULTATO che otterrai dipende solo da TE.

 

Contattami oggi e inizia subito la tua preparazione

Leave a Reply